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#menouno: la ricorrenza del 19

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#menouno: la ricorrenza del 19

A cura di

Chiara Prascina
Giovanna Albo

“A resata”. Così è rappresentato nella Smorfia Napoletana il numero 19. E due giorni fa, 19 gennaio, di numeri 19 Matera ne ha sottolineati molti, quasi a rincorrere un simbolismo scaramantico nel momento di conto alla rovescia verso l’anno della nomina a capitale europea della cultura: la data, l’orario, l’altezza della riproduzione in cartone di parte della facciata di San Pietro Barisano. Insomma il 19, numero interessante e ambivalente.

Nell’orizzonte della cultura popolare, così come in quello più erudito il riso ha sempre sollevato interrogativi concettuali di natura duplice: momento di benessere o sfogo emozionale di segno opposto? La giornata del #menouno li ha evidenziati entrambi, a testimonianza di un percorso complesso e delicato. Da un lato infatti la partecipazione attiva ed entusiasta dei cittadini, temporanei e non, al momento creativo e alla sua distruzione -lo “strazzo” così evocativo per Matera! – che ha costituito un momento poetico di incontro collettivo, o la presentazione del 50% della produzione culturale del 2019 -troppo breve perché costretta nei tempi radiofonici; dall’altro le voci della città che guarda con distaccata lontananza al 2019 e il rischio che lo sforzo culturale si traduca solo in una serie di eventi bellissimi ed estemporanei. Anche per Matera – Basilicata 2019, sempre più Matera e meno Basilicata, si profila il pericolo di cadere in una spirale vertiginosa e pericolosa in cui il binomio soldi-cultura finisca per innescare un corto circuito tra manifestazioni estemporanee, pur importanti e benvenute, e il tessuto culturale delicato e permanente della città.

2018-01-25T16:58:37+00:00 23/01/2018|Categories: Cultura ed Eventi|
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