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Sant’Arcangelo racconta la Basilicata. Idee per un viaggio sensoriale.

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Sant’Arcangelo racconta la Basilicata. Idee per un viaggio sensoriale.

Tra le molteplici storie lucane e tra gli innumerevoli cantastorie di cui questa regione può fregiarsi, ve ne sono alcune e alcuni cui non sempre viene riconosciuto il giusto ruolo.

Figura di primo piano, infatti, tra tutti gli attori di questo palcoscenico naturale, è stata senz’altro la donna, in una prospettiva sociologica e culturale di matriarcato, ovvero di mater e archein (colei che è a capo). Nel suo capolavoro Cristo si è fermato ad Eboli Levi sintetizza questo archetipo del femminile nella figura di Giulia la Santarcangelese: sarà lei spalancare dinanzi agli occhi dell’esiliato torinese l’orizzonte magico e tradizionale del mondo lucano. «Giulia Venere, detta Giulia la Santarcangelese, perché era nata in quel paese bianco, di là dall’Agri,…era una donna antichissima, come se avesse avuto centinaia d’anni, la sua sapienza non era quella bonaria e proverbiale delle vecchie…ma una specie di fredda consapevolezza passiva, dove la vita si specchiava senza pietà e senza giudizio morale». Le donne di Sant’Arcangelo interpretano Giulia. È possibile oggi raccontare l’universo lucano in chiave femminile partendo dalla voce di Giulia? È possibile prendere spunto da Levi per indagare le mille sfaccettature di un mondo che forse non è ancora così distante dalla prospettiva del Cristo si è fermato a Eboli? Probabilmente si, ed allora la nostra Giulia, con le sue diciassette gravidanze da quindici padri diversi può essere senz’altro archetipo di genitrice, ma anche di governante del focolare domestico, di soggetto d’ispirazione artistica più volte usato nella ritrattistica leviana, di fine conoscitrice di quelle arti magiche che schiudono il mondo della lucania arcaica. Sant’Arcangelo laboratorio donna. Da qui l’idea di un laboratorio che diventi luogo di raccolta di memorie orali, fotografie, ritratti, arte culinaria, arti magiche, arte sartoriale. Un progetto culturale di ampio respiro, dunque, che negli anni animi Sant’Arcangelo e sappia, attraverso il lavoro delle donne, ricostruire quel senso di identità che negli anni si è sdrucito. Le tante Giulia tesseranno la trama di un comune sentire che diverrà sapere e memoria collettiva: dai tanti rivoli di questa ricerca attingeremo, di anno in anno, il tema cardine per l’organizzazione di una manifestazione estiva.

 

 

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