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Terra di Lucania. Racconti di contadini e padroni.

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Terra di Lucania. Racconti di contadini e padroni.

Terra di Lucania è un progetto di aggregazione culturale finalizzato alla creazione di una rete tra comuni e comunità dove il denominatore è l’identità sociale.

Una rete le cui maglie sono tessute con un filo letterario che da Giustino Fortunato, Francesco Saverio Nitti, attraverso Tommaso Claps e Rocco Scotellaro giunge a Manlio Rossi Doria ed Emilio Sereni. Un’antologia del pensiero lucano e sulla Lucania, contaminato dall’interazione con chi, da straniero, in questa rete è stato amorevolmente intrappolato, come Carlo Levi ed Ernesto De Martino, o come quei viaggiatori ottocenteschi, come Karl Wilhelm Schnars e François Lenormant che per primi hanno attraversato questo universo in cui un tardo medioevo stentava a dischiudere le porte dell’età moderna. È un racconto che si fa mostra, narrando il faticoso rapporto delle genti lucane con la terra, intesa non solo come terra natia – come «patria cercata che mi difendeva dalla minaccia di restare apolide», dirà De Martino – ma come suolo, terra da zappa. È un racconto di braccianti e padroni, contadini e signori, quelli che «pur vivendo l’uno accanto all’altro non si toccano mai» osservava Rossi Doria, accomunati però dalla sorte di subire una terra spesso dura e ostile, in una contrapposizione ideale ma non reale. È una grande Storia fatta di microstorie, di uomini donne e bambini, di volti rugosi che scruteranno severi il visitatore grazie al pennello di Carlo Levi, Mauro Masi e Nicola Petrizzi, «facce di terra e braccia di legna secca» rese immortali tanto dalle novelle di Tommaso Claps e dalla lirica di Rocco Scotellaro, quanto dalle pellicole di Franco Pinna e di sconosciuti autori. C’è un filo rosso lungo il quale procede questo racconto, tinto dal sangue di una lotta dura, aspra e continua, un filo che lega il Narratore alla materia narrata, un filo che congiunge gli anni dell’Unità d’Italia a quelli della riforma agraria, estremi temporali di questa storia. È una mostra itinerante che non vuol essere visitata ma visitare: vuole essa stessa raggiungere quei borghi che sono luoghi dell’anima, andare incontro alla comunità per parlare con la gente, arricchendosi di storie e prendendo forma e sostanza. Una mostra, dunque, per raccontare i lucani ai lucani, i lucani a quegli abitanti culturali in cerca di Lucania, ed infine una mostra per riportare la Lucania ai lucani sparsi per il mondo.

 

 

2017-10-09T19:33:17+00:00 04/05/2015|Categories: Cultura ed Eventi|Tags: , , , |
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